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Chiappe Revello organizza l’evento “Un nuovo modello per le smart cities della Sardegna”

L’utilizzo delle tecnologie digitali e dell’innovazione tecnologica per ottimizzare e migliorare le infrastrutture e i servizi ai cittadini rendendoli più efficienti e più sostenibili: una sfida che pone al centro dell’attenzione nuovi modelli di sviluppo dei territori che le pubbliche amministrazioni sono invitate a cogliere.

Di questi temi si parlerà in occasione dell’evento “Un nuovo modello per le smart cities della Sardegna” organizzato da Chiappe Revello con il Patrocinio del Comune di Cagliari,  il 22 aprile  alle 9.30 presso la Mediateca del Mediterraneo (MEM), evento che vede la Sardegna al centro del percorso di transizione ecologica avviato a livello nazionale e internazionale, attraverso la presentazione di soluzioni innovative in termini di efficienza energetica, illuminazione pubblica, comunità energetiche, servizi digitali e arredo urbano.

Interverranno il Sindaco del Comune di Cagliari Paolo Truzzu, l’Assessore dell’Innovazione Tecnologica, Ambiente e Politiche del Mare del Comune di Cagliari Alessandro Guarracino, il presidente di Anci Emiliano Deiana, il responsabile marketing B2G di Enel X Italia Armando Fiumara, il  prof. Fabrizio Pilo Prorettore delegato per il Territorio e l’Innovazione dell’Università di Cagliari che modererà  l’incontro.

Rossana Revello al SFLMI22 per parlare di PNRR, infrastrutture e sostenibilità

Avviati i lavori del “Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry” sul tema del PNRR per il rilancio del sistema logistico-industriale italiano.

In uno scenario molto incerto e condizionato dalle vicende ucraine i protagonisti del mondo del mare e della logistica si sono confrontati per capire quali scenari ci aspettano e come affrontarli.

Nel suo intervento Rossana Revello – nella veste di consulente della Struttura di Missione del MIMS – ha ribadito che non ci possono essere dubbi sugli obiettivi della transizione: dovremo forse ripensarla, non guardando al passato ma per fare scelte che non precludano il futuro.

La sostenibilità è l’unica strada che abbiamo e nel mondo delle infrastrutture è stato avviato un percorso, non scontato e non facile, ma ben delineato, per gestire gli investimenti nelle opere pubbliche in una logica di sostenibilità a vantaggio delle persone e delle comunità. Le infrastrutture infatti giocano un ruolo strategico in questo scenario e il MIMS sta cercando di fornire, alle amministrazioni e alle imprese, strumenti di indirizzo e di supporto perché la sostenibilità non sia considerata un costo ma una grande opportunità.

Il “Gruppo di Lavoro per la promozione della cultura e delle buone pratiche di sostenibilità”, coordinato da Rossana Revello e operativo all’interno della Struttura Tecnica di Missione, è stato appositamente creato per aiutare le stazioni appaltanti delle opere pubbliche (a partire da quelle finanziate nel PNNR e nel Fondo complementare, ma non solo) per mettere a confronto e implementare le migliori pratiche in campo di tutela ambientale e di promozione sociale rintracciabili a livello nazionale ed europeo al fine di fornire esempi, modelli e strumenti pratici. Nei prossimi giorni il GdL partirà con una serie di audizioni finalizzate a verificare cosa già esiste ed è stato applicato, valutandone criticità e impatti per portare buoni esempi, replicabili, a tutti i soggetti che si devono confrontare con questi nuovi parametri, a partire dagli enti locali e territoriali alle società di gestione nel mondo dei trasporti, della mobilità e dell’idrico. L’obiettivo è comunque uno: aiutare a semplificare e indirizzare scelte verso soluzioni compatibili con l’ambiente e il tessuto socio-economico dei territori.

Nuova collaborazione per Chiappe Revello nell’ambito del greenwashing

Oggi la comunicazione “green” richiede, sempre più spesso, una assistenza nella fase di programmazione delle campagne e nella relazione con un pubblico di consumatori attento alla sostenibilità.

Per questo motivo, Chiappe Revello e lo Studio Legale LCA hanno avviato una collaborazione per offrire servizi alle imprese che, impegnate nella sostenibilità, sono chiamate ad affrontare le problematiche del greenwashing.

LCA, studio legale multi-practice con sede a Milano, Genova e Treviso e a Dubai, ha pubblicato la guida “Law & Sustainability” per valorizzare l’importanza del lavoro legale nell’ambito dei processi di sostenibilità e nella predisposizione degli strumenti di comunicazione e di recente ha assistito con successo una società leader nel settore dei rivestimenti degli interni auto, nel primo caso di greenwashing deciso da un Tribunale Italiano.

Rossana Revello nominata consulente della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili

Rossana Revello

Rossana Revello, fondatrice di Chiappe Revello Associati, è stata nominata consulente della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

Su indicazione del Ministro Enrico Giovannini e del coordinatore della Struttura, Giuseppe Catalano, fornirà supporto alle strutture del MIMS per l’adozione di linee guida e metodologie operative per declinare i parametri di sostenibilità nella progettazione, gestione e realizzazione delle opere infrastrutturali previste nel PNRR e non solo.

Le attività – a partire da un primo ciclo di audizioni – saranno indirizzate alle stazioni appaltanti, enti locali, società operative anche allo scopo di individuare le migliori pratiche di sostenibilità nell’ambito delle infrastrutture e della mobilità.

Chiappe Revello elimina 1730kg di Co2

Attraverso Treedom, quest’anno Chiappe Revello ha eliminato almeno 1730Kg di Co2 dall’atmosfera grazie all’acquisto di 15 alberi in Colombia, Kenya e Tanzania. Abbiamo scelto di piantare alberi da frutto, piante di cacao, limoni, papaya e coliandra.

Oltre a generare ossigeno attraverso uno dei processi più hi-tech che esistono in natura – trasformano l’energia della luce in zuccheri e sono in grado di purificare aria e acqua – gli alberi contribuiscono anche allo sviluppo rurale delle comunità più svantaggiate.

A occuparsi di questo innovativo processo di sviluppo è Treedom, una giovane e rivoluzionaria azienda che si occupa di implementare progetti agroforestali in tutto il mondo, permettendo ai contadini coinvolti di far fronte ai costi iniziali della piantumazione e di poter avere una nuova fonte di reddito e nutrizione per le famiglie.

Con Treedom un albero è molto più di un albero: si parte dal vivaio per distribuire le piantine ai contadini, farle crescere, sostenere la manutenzione, aiutare le comunità a sviluppare nuove pratiche agroforestali.Il primo passo è la formazione e il finanziamento delle comunità coinvolte nei progetti, ottenendo straordinari risultati in termini di empowerment delle stesse. Gli alberi e i loro frutti sono di proprietà dei contadini, permettendo loro di diversificare ed integrare il proprio reddito e in alcuni casi di avviare iniziative di microimprenditorialità. Finanziare la piantumazione di nuovi alberi con Treedom, serve a sostenerne la cura nei primi anni di vita, quando non sono ancora produttivi in termini di frutti. Gli alberi piantati vengono poi geolocalizzati, monitorati, controllati annualmente ed infine iscritti nel registro degli alberi. Ad oggi sono stati piantati da Treedom quasi 2 milioni e mezzo di alberi, raggiunti quasi 150.000 beneficiari in 19 paesi.

Adesso tra questi alberi ci sono anche i nostri.

La filiera delle bevande analcoliche, rischi e opportunità

INDUSTRIA, AGRICOLTURA E LAVORATORI CHIEDONO DI RIPENSARE MISURE COME SUGAR TAX CHE UCCIDONO CRESCITA E OCCUPAZIONE. A RISCHIO 5MILA POSTI DI LAVORO e 250 MILIONI ANNUI DI APPROVVIGIONAMENTI SUL MERCATO ITALIANO

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In occasione del Convegno “La filiera delle bevande analcoliche, rischi e opportunità” promosso a CIBUS, il Salone Internazionale dell’alimentazione in corso a Parma, ASSOBIBE e CONFAGRICOLTURA esprimono le preoccupazioni della filiera per gli effetti della tassa che partirà il 1° gennaio 2022 e si abbatterà su un settore già fortemente indebolito dalla pandemia.   Parma, 1 settembre 2021. Un’occasione di confronto tra l’industria delle bevande analcoliche e le aziende che costituiscono la filiera, per fare il punto del settore e provare a immaginare insieme le opportunità di crescita che il prossimo biennio potrebbe riservare, puntando su relazioni forti che consentano di fare sistema, ma anche porre l’accento sui rischi di perdita in termini di fatturato, investimenti e posti di lavoro che l’introduzione della Sugar Tax comporterà. Questi gli argomenti trattati nel convegno “La filiera delle bevande analcoliche, rischi e opportunità”, che si è tenuto oggi all’interno di CIBUS, il Salone Internazionale dell’alimentazione giunto alla 20° edizione, organizzato da ASSOBIBE, associazione di CONFINDUSTRIA che rappresenta i produttori di bevande analcoliche, e CONFAGRICOLTURA. Al convegno, oltre al Presidente ASSOBIBE Giangiacomo Pierini e al Presidente di CONFAGRICOLTURA Massimiliano Giansanti, hanno partecipato Ivano Vacondio, Presidente Federalimentare, Paolo De Castro Coordinatore S&D Commissione Agricoltura Parlamento Europeo, Stefano Marini AD Gruppo Sanpellegrino e Vicepresidente ASSOBIBE, Emanuele di Faustino, project manager Nomisma e i Segretari generali di Fai-CISL Onofrio Rota, Flai-CGIL Giovanni Mininni e Uila-UIL Stefano Mantegazza Nel corso dell’evento, in cui sono stati presentati i dati della ricerca commissionata da ASSOBIBE a Nomisma dal titolo “Il settore delle bevande analcoliche in Italia nell’era post covid”, è stata data voce alle preoccupazioni di un intero settore in merito alle incertezze dei prossimi mesi e alle conseguenze dell’entrata in vigore della Sugar Tax, prevista per il prossimo 1° gennaio 2022. L’introduzione dell’imposta, che comporterà un incremento della fiscalità del 28% penalizzerà i consumi, con ripercussioni negative su ogni anello della filiera legate alle minori attività e conseguente rischio di perdita di posti di lavoro. “Lo studio di Nomisma dimostra gli effetti devastanti, economici e sociali, dell’introduzione di un’imposta del valore di 10 euro/ettolitro in un momento già così incerto – spiega Giangiacomo Pierini, Presidente ASSOBIBE -. Anziché facilitare crescita e occupazione, con l’introduzione della Sugar Tax nel 2022 si avrà una contrazione del 16% del mercato a volume, -180 milioni di euro di fatturato rispetto al 2019 e -344 milioni di euro se consideriamo la perdita di giro d’affari nel 2023 rispetto al 2019. Inoltre, togliere liquidità alle imprese con una nuova gabella da versare a fine mese si traduce in maggiori difficoltà e minori investimenti. Un trend nefasto che affosserà la ripresa e il ritorno ai consumi pre-Covid previsti a fine biennio 2022-2023”. Questa tassa si abbatte su un settore già fortemente penalizzato dalla pandemia e dalle chiusure del canale Ho.Re.Ca. con una contrazione nel 2020 del 10% del fatturato, come ribadito anche dall’AD di San Pellegrino, Stefano Marini e dal Presidente di Federalimentare Ivano Vacondio che hanno espresso preoccupazione per quanto emerso dalle stime di Nomisma. Tra i dati illustrati, alla presenza di Fai-CISL, Flai-CGIL e Uila-UIL, il rischio di perdita di posti di lavoro per oltre 5.000 lavoratori. A risentire maggiormente degli impatti socio-economici della Sugar Tax saranno le PMI, ben il 64% delle aziende totali del settore e custodi della tradizione alimentare italiana; non rimarranno illese le aziende della filiera, con i fornitori che vedranno un calo di acquisti di materie prime food e non food per 250 milioni e ripercussioni importanti anche a livello territoriale, in particolare per regioni come Sicilia e Calabria da cui principalmente l’industria acquista la frutta, con il rischio che le aziende siano costrette ad approvvigionarsi dall’estero a minor costi rispetto a quelli nazionali. “La Sugar Tax – aggiunge il presidente di CONFAGRICOLTURA, Massimiliano Giansanti – rischia inoltre di dare il colpo di grazia al comparto saccarifero nazionale, già fortemente danneggiato dalla liberalizzazione delle quote, che ha contribuito alla decimazione del numero di imprese e di zuccherifici. Sarebbe piuttosto opportuno individuare misure che siano adeguate ed effettivamente funzionali all’obiettivo di garantire la salvaguardia della salute e del benessere. La tassa, invece, andrebbe a ripercuotersi direttamente sulla filiera dei succhi di frutta italiani, aprendo la strada al Nutriscore, il sistema di etichettatura basato esclusivamente su quantità standard di assunzione, senza tenere conto della qualità e della tipicità di bevande e cibi”. A causa della Sugar Tax si prevede un -17% sui consumi domestici (-12% bevande gassate e -30% bevande non gassate), con conseguenti ricadute sugli operatori della distribuzione; mentre sul canale “fuori casa” – già fortemente in sofferenza a causa dalle limitazioni Covid in ristoranti, bar e pubblici esercizi – è previsto un – 9% (sempre a volume) delle vendite con riflessi negativi su grossisti, distributori e punti vendita. “Lo scenario che ci attende nei prossimi mesi è molto incerto a causa degli effetti della pandemia – conclude Pierini –. L’aggiunta della nuova tassazione produrrà ulteriori effetti negativi sul mercato e questi si possono evitare con un ripensamento del Governo. Non possiamo permettere che una tassa, che come dimostrato nei paesi in cui è in vigore non ha reali effetti benefici per la salute, affossi completamente un settore economico radicato su tutto il territorio nazionale, ricco di PMI fortemente collegate alla filiera nazionale e di prodotti espressione del made in Italy come le aranciate, limonate, gassose, cedrate, spume, chinotti ecc. Le imprese chiedono interventi per essere aiutate a uscire dalla crisi e recuperare i livelli pre pandemia, senza ulteriori nuovi ostacoli. In due parole, lasciateci lavorare per non scomparire”.   Fonte: ASSOBIBE

Pedalata partecipata sostenibile – 17 ottobre 2020

Nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità 2020 “Emissioni zero, mobilità per tutti”, la Città metropolitana di Genova con i Comuni di Chiavari e di Lavagna, hanno organizzato una pedalata partecipata non agonistica, aperta a tutti i cittadini, con qualsiasi tipo di bicicletta, muniti di caschetto e mascherina. La “Pedalata Partecipata Sostenibile” prevista per Sabato 17 Ottobre, evento incluso nel Festival dello Sviluppo Sostenibile, è organizzata in collaborazione con Università di Genova, Accademia della Marina Mercantile, Fiab ed EticLab. In caso di pioggia, la pedalata sarà rinviata. Si tratta di una manifestazione in percorso cittadino di circa 12 Km nata con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini su come migliorare la mobilità e la qualità della vita urbana e il benessere degli abitanti. I partecipanti saranno ricontattati dopo l’evento e le idee che emergeranno contribuiranno alla costruzione del Biciplan e dell’Agenda metropolitana per lo sviluppo sostenibile di Città metropolitana di Genova. Stimolare l’interesse dei cittadini, coinvolgerli a valle dell’evento sulle tematiche ambientali e conoscerne le abitudini negli spostamenti quotidiani, servirà al nostro Ente per promuovere comportamenti virtuosi e individuare gli interventi possibili. Si tratta di una prima sperimentazione, per un giorno, di alcuni tratti ciclabili che, anche grazie a questo evento partecipato, i Comuni potranno realizzare in modo ottimale sul loro territorio, oltreché della prima sperimentazione della carta dei servizi sostenibili di Città metropolitana di Genova.   Fonte: Liguria2030

Paolo Ravera nuovo presidente di Porto Petroli di Genova S.p.A.

Paolo Ravera Porto Petroli
Genovese, ha maturato una vasta esperienza in IP, AGIP ed Eni

ll Consiglio d’Amministrazione di Porto Petroli di Genova, la società che gestisce il terminal petrolifero di Genova Multedo, ha nominato Paolo Ravera nuovo presidente. Genovese di nascita, Ravera ha conseguito la laurea in Ingegneria Civile con il massimo dei voti e, dopo aver maturato diverse esperienze in società di ingegneria, entra in Italiana Petroli dove ricopre ruoli di crescente responsabilità. Successivamente passa in Agip Petroli Spa, oggi Eni, dove ha assunto diversi incarichi di rilievo nel settore Commerciale Refining & Marketing. Ravera sostituisce alla presidenza della società Maurizio Maugeri, a cui sono andati i ringraziamenti del Consiglio di Amministrazione per la lunga collaborazione. Dal 1986 Porto Petroli di Genova gestisce il terminale petrolifero di Genova Multedo per lo sbarco, l’imbarco e il trasferimento di prodotti petroliferi trasportati da navi di varia portata. L’azienda è certificata secondo gli standard ISO 9001 (Qualità), OHSAS 18001 (Sicurezza) ISO 14001 (Ambiente). Il terminal genovese, grazie ad un’articolata rete di oleodotti di proprietà di terzi, svolge una funzione fondamentale nell’approvvigionamento di greggio e prodotti petroliferi, rivestendo un ruolo primario nella domanda di energia del sistema economico nazionale e – in particolare – dell’Italia settentrionale. Le quote della Porto Petroli di Genova S.p.A. sono suddivise tra i seguenti azionisti privati:

Ecofuel S.p.A. 40,5%

Comunione Utenti Privati 35,8%

Italiana Petroli S.p.A. 8,9%

Porto Petroli Agenti Marittimi S.r.l. 8%

Cooperativa Santa Barbara 6,7%  

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