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La mobilità ciclistica e l’impatto del boom del settore sui porti italiani

Oggi abbiamo intervistato Riccardo Capecchi attualmente esperto MIMS e coordinatore del Gruppo di lavoro sulla Mobilità Ciclistica, senior advisor JoinGroup e Segretario Generale della Fondazione Lottomatica.

Cifre importanti del PNRR sono state allocate per la creazione di ciclovie e l’incentivazione all’uso della bicicletta. A che punto siamo con i progetti?

Il sistema nazionale della mobilità ciclistica rappresenta un potenziale di grande sviluppo per il nostro Paese.

Il disegno della rete ciclabile nazionale ed urbana è stato definito dal legislatore con la legge 2 del 2018, ma fino ad oggi non vi è stata ancora una vera e propria fase attuativa del disposto normativo.

Il Ministro Giovannini, nell’ambito della sua visione programmatica, ha inteso invece spingere in modo significativo sulla prospettiva di una mobilità sostenibile chi abbia fra i suoi assi fondamentali il mezzo a due ruote.

In questo senso è stato annunciato che a breve sarà emanato il nuovo Piano generale della mobilità ciclistica previsto dalla legge ma non ancora istituito.

È questo un punto di svolta significativo perché consentirà di dare corso ad una programmazione coordinata degli interventi e alla visione sistematica che si intende promuovere nel nostro Paese in una logica di stampo europeo.

Il PNRR in effetti ha già stanziato quasi 1 miliardo per il comparto della mobilità ciclistica, suddiviso fra interventi relativi alla mobilità urbana ed interventi che vanno a supportare la grande rete nazionale ciclabile.

L’intento è quello di creare una infrastruttura basata su due assi: il cicloturismo e la mobilità urbana. Si tratta infatti di un sistema che, a tendere, dovrà garantire un progressivo livello di integrazione interurbano attraverso cui consentire una mobilità fra comuni. Un sistema in grado di soddisfare anche i bisogni dei pendolari che si muovono in archi di distanza intorno ai 10/15 km.

Queste linee progettuali sono già in fase avanzata di realizzazione: per quanto riguarda i grandi assi nazionali parliamo di progetti avviati già a partire dal 2016 e già all’epoca, fu stabilito dal Parlamento di dare vita ad un complesso di 10 ciclovie nazionali. Su questa prima rete si andrà a costituire la più ampia rete ciclabile nazionale “Bicitalia” prevista dalla legge 2 del 2018.  Un sistema complesso che potrà soddisfare le esigenze di cicloamatori, utilizzatori quotidiani e saltuari.

Report di settore informano della crescita della bicicletta come alternativa di mobilità sostenibile. Il lockdown non ha soltanto creato un’opportunità in questo settore, ma ha anche fatto sentire forte l’esigenza delle aziende italiane di tornare a controllare più da vicino la filiera produttiva, con una fase di rientro della produzione dall’estremo oriente all’Italia. Cosa può raccontarci di questo fenomeno che impatterà in parte sul settore della logistica dei porti con un minore afflusso di parti di ricambio e di prodotto finito dall’estero?

È il cosiddetto fenomeno del reshoring. Certamente questo potrà avere un impatto diretto in termini di minor movimentazione di mezzi all’interno dei porti, ma è anche vero che la fabbricazione di segmenti produttivi e parti che compongono la filiera rimarrà a lungo basata su altri Paesi. Per questo motivo possiamo affermare che, nel breve periodo, questo fenomeno che avrà un impatto limitato.

Sotto il profilo industriale il comparto è in fase di grande sviluppo: il recente rapporto presentato da Banca IFIS ha messo in evidenza come, con oltre 3. 2 milioni di pezzi fabbricati del 2021, il mercato italiano sia in forte crescita, supportato dalla vendita delle biciclette a pedalata assistita. Il fatturato è in aumento di più del 7% rispetto al 2020 per un valore complessivo di 1,6 miliardi di euro.

Un andamento di mercato che avrà come conseguenza positiva una nuova industrializzazione nel nostro Paese e questo porterà, soprattutto nel comparto turistico, uno sviluppo e una integrazione di servizi che daranno un impulso anche all’economia del mare.

Il cicloturismo, già oggi, infatti, copre percorsi di varia natura sul territorio nazionale e tocca anche i porti.

Si calcola che siano oltre 8 milioni di italiani potenzialmente attratti dal cicloturismo, quasi il 20% della popolazione maggiorenne.

È un fenomeno globale che avrà un effetto in ogni segmento produttivo del nostro paese sia per le mobilità interne che per realtà ad ampia percorribilità, quali sono ad esempio le realtà portuali in cui la movimentazione del personale potrebbe tranquillamente essere gestita attraverso i mezzi a due ruote, così come in ambito urbano dove il supporto alla logistica che viene garantito nell’ultimo miglio dalle cargo bike. Un elemento di grandissima rilevanza che potrà sviluppare un significativo punto di discontinuità rispetto agli attuali modelli che vengono gestiti con mezzi di trasporto motore e che producono significativo impatto in termini di inquinamento urbano.

Ciclo mobilità significa anche uno sfruttamento diverso delle aree urbane e dei territori, ci sono esempi, progetti di aree portuali dismesse che sono diventate ciclovie?

Vi sono territori che, nel tempo, hanno perso di attrattività in quanto tagliati fuori dai percorsi ad alta velocità. Con l’avvio di progetti di riutilizzo e recupero è evidente che si potranno invece realizzare iniziative di grande interesse in ambiti che al momento sono di minor utilizzo. In questo senso si potranno certamente avviare progetti di recupero e valorizzazione di quei sedimi dismessi che oggi presentano ricchezze che possono essere utilmente valutate ed utilizzate anche in termini turistici.

Insomma, si apre una fase di grande interesse e sviluppo che, consentirà di definire dei nuovi modelli di mobilità e questo non potrà che portare vantaggio all’intero ecosistema nazionale dove tutti gli operatori.

Chiappe Revello organizza l’evento “Un nuovo modello per le smart cities della Sardegna”

L’utilizzo delle tecnologie digitali e dell’innovazione tecnologica per ottimizzare e migliorare le infrastrutture e i servizi ai cittadini rendendoli più efficienti e più sostenibili: una sfida che pone al centro dell’attenzione nuovi modelli di sviluppo dei territori che le pubbliche amministrazioni sono invitate a cogliere.

Di questi temi si parlerà in occasione dell’evento “Un nuovo modello per le smart cities della Sardegna” organizzato da Chiappe Revello con il Patrocinio del Comune di Cagliari,  il 22 aprile  alle 9.30 presso la Mediateca del Mediterraneo (MEM), evento che vede la Sardegna al centro del percorso di transizione ecologica avviato a livello nazionale e internazionale, attraverso la presentazione di soluzioni innovative in termini di efficienza energetica, illuminazione pubblica, comunità energetiche, servizi digitali e arredo urbano.

Interverranno il Sindaco del Comune di Cagliari Paolo Truzzu, l’Assessore dell’Innovazione Tecnologica, Ambiente e Politiche del Mare del Comune di Cagliari Alessandro Guarracino, il presidente di Anci Emiliano Deiana, il responsabile marketing B2G di Enel X Italia Armando Fiumara, il  prof. Fabrizio Pilo Prorettore delegato per il Territorio e l’Innovazione dell’Università di Cagliari che modererà  l’incontro.

Rossana Revello al SFLMI22 per parlare di PNRR, infrastrutture e sostenibilità

Avviati i lavori del “Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry” sul tema del PNRR per il rilancio del sistema logistico-industriale italiano.

In uno scenario molto incerto e condizionato dalle vicende ucraine i protagonisti del mondo del mare e della logistica si sono confrontati per capire quali scenari ci aspettano e come affrontarli.

Nel suo intervento Rossana Revello – nella veste di consulente della Struttura di Missione del MIMS – ha ribadito che non ci possono essere dubbi sugli obiettivi della transizione: dovremo forse ripensarla, non guardando al passato ma per fare scelte che non precludano il futuro.

La sostenibilità è l’unica strada che abbiamo e nel mondo delle infrastrutture è stato avviato un percorso, non scontato e non facile, ma ben delineato, per gestire gli investimenti nelle opere pubbliche in una logica di sostenibilità a vantaggio delle persone e delle comunità. Le infrastrutture infatti giocano un ruolo strategico in questo scenario e il MIMS sta cercando di fornire, alle amministrazioni e alle imprese, strumenti di indirizzo e di supporto perché la sostenibilità non sia considerata un costo ma una grande opportunità.

Il “Gruppo di Lavoro per la promozione della cultura e delle buone pratiche di sostenibilità”, coordinato da Rossana Revello e operativo all’interno della Struttura Tecnica di Missione, è stato appositamente creato per aiutare le stazioni appaltanti delle opere pubbliche (a partire da quelle finanziate nel PNNR e nel Fondo complementare, ma non solo) per mettere a confronto e implementare le migliori pratiche in campo di tutela ambientale e di promozione sociale rintracciabili a livello nazionale ed europeo al fine di fornire esempi, modelli e strumenti pratici. Nei prossimi giorni il GdL partirà con una serie di audizioni finalizzate a verificare cosa già esiste ed è stato applicato, valutandone criticità e impatti per portare buoni esempi, replicabili, a tutti i soggetti che si devono confrontare con questi nuovi parametri, a partire dagli enti locali e territoriali alle società di gestione nel mondo dei trasporti, della mobilità e dell’idrico. L’obiettivo è comunque uno: aiutare a semplificare e indirizzare scelte verso soluzioni compatibili con l’ambiente e il tessuto socio-economico dei territori.

Nuova collaborazione per Chiappe Revello nell’ambito del greenwashing

Oggi la comunicazione “green” richiede, sempre più spesso, una assistenza nella fase di programmazione delle campagne e nella relazione con un pubblico di consumatori attento alla sostenibilità.

Per questo motivo, Chiappe Revello e lo Studio Legale LCA hanno avviato una collaborazione per offrire servizi alle imprese che, impegnate nella sostenibilità, sono chiamate ad affrontare le problematiche del greenwashing.

LCA, studio legale multi-practice con sede a Milano, Genova e Treviso e a Dubai, ha pubblicato la guida “Law & Sustainability” per valorizzare l’importanza del lavoro legale nell’ambito dei processi di sostenibilità e nella predisposizione degli strumenti di comunicazione e di recente ha assistito con successo una società leader nel settore dei rivestimenti degli interni auto, nel primo caso di greenwashing deciso da un Tribunale Italiano.

Rossana Revello nominata consulente della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili

Rossana Revello

Rossana Revello, fondatrice di Chiappe Revello Associati, è stata nominata consulente della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

Su indicazione del Ministro Enrico Giovannini e del coordinatore della Struttura, Giuseppe Catalano, fornirà supporto alle strutture del MIMS per l’adozione di linee guida e metodologie operative per declinare i parametri di sostenibilità nella progettazione, gestione e realizzazione delle opere infrastrutturali previste nel PNRR e non solo.

Le attività – a partire da un primo ciclo di audizioni – saranno indirizzate alle stazioni appaltanti, enti locali, società operative anche allo scopo di individuare le migliori pratiche di sostenibilità nell’ambito delle infrastrutture e della mobilità.

Chiappe Revello elimina 1730kg di Co2

Attraverso Treedom, quest’anno Chiappe Revello ha eliminato almeno 1730Kg di Co2 dall’atmosfera grazie all’acquisto di 15 alberi in Colombia, Kenya e Tanzania. Abbiamo scelto di piantare alberi da frutto, piante di cacao, limoni, papaya e coliandra.

Oltre a generare ossigeno attraverso uno dei processi più hi-tech che esistono in natura – trasformano l’energia della luce in zuccheri e sono in grado di purificare aria e acqua – gli alberi contribuiscono anche allo sviluppo rurale delle comunità più svantaggiate.

A occuparsi di questo innovativo processo di sviluppo è Treedom, una giovane e rivoluzionaria azienda che si occupa di implementare progetti agroforestali in tutto il mondo, permettendo ai contadini coinvolti di far fronte ai costi iniziali della piantumazione e di poter avere una nuova fonte di reddito e nutrizione per le famiglie.

Con Treedom un albero è molto più di un albero: si parte dal vivaio per distribuire le piantine ai contadini, farle crescere, sostenere la manutenzione, aiutare le comunità a sviluppare nuove pratiche agroforestali.Il primo passo è la formazione e il finanziamento delle comunità coinvolte nei progetti, ottenendo straordinari risultati in termini di empowerment delle stesse. Gli alberi e i loro frutti sono di proprietà dei contadini, permettendo loro di diversificare ed integrare il proprio reddito e in alcuni casi di avviare iniziative di microimprenditorialità. Finanziare la piantumazione di nuovi alberi con Treedom, serve a sostenerne la cura nei primi anni di vita, quando non sono ancora produttivi in termini di frutti. Gli alberi piantati vengono poi geolocalizzati, monitorati, controllati annualmente ed infine iscritti nel registro degli alberi. Ad oggi sono stati piantati da Treedom quasi 2 milioni e mezzo di alberi, raggiunti quasi 150.000 beneficiari in 19 paesi.

Adesso tra questi alberi ci sono anche i nostri.

Il Salone della CSR e dell’Innovazione sociale

Salone CSR

Abbiamo partecipato alla 9° edizione del Salone della CSR e dell’Innovazione sociale che si è appena concluso a Milano, il principale evento italiano interamente dedicato alla sostenibilità, al confronto tra i diversi attori sociali e al networking. “Rinascere sostenibili”, il titolo della due giorni, è stato interamente dedicato ai temi della sostenibilità: oltre 100 eventi, 375 relatori, organizzati in sei focus tematici: persone, territorio, filiera, governance, ambiente e finanza. Tre parole chiave come filo conduttore della manifestazione:

  • Concretezza– la sostenibilità ha bisogno di azioni tangibili inserite in strategie di medio e lungo termine
  • Coerenza -per avere relazioni fiduciarie con gli stakeholder
  • Collaborazione – tra tutti i soggetti, pubblici e privati, per rafforzare i processi e migliorare i risultati

Tra i relatori al Salone, nell’evento dedicato alla formazione che si è svolto il 13 ottobre, anche Angela Mencarelli, CEO de La Fabbrica, di cui seguiamo la comunicazione da oltre un anno. La Fabbrica è un Gruppo Indipendente multinazionale, attivo da oltre 35 anni, leader nell’ideazione e nello sviluppo di percorsi di comunicazione educativa e formativa con i giovani e le famiglie al centro di una efficace strategia di engagement. I progetti raccontano la responsabilità sociale, il purpose e i valori di un brand. Trasformano il know how e i valori di un’azienda in contenuti educativi e azioni multicanale per strategie di corporate communication orientate al futuro, che prevedono lo sviluppo del capitale umano, stili di vita e di produzione sostenibili, la digitalizzazione del paese, l’inclusione sociale. La formazione e l’educazione sono strumenti fondamentali per costruire società più resilienti e sostenibili, dotando studenti e cittadini delle conoscenze e dei valori che li rendano capaci di fare scelte informate e di adottare comportamenti responsabili nell’ottica della creazione del valore condiviso.

La filiera delle bevande analcoliche, rischi e opportunità

INDUSTRIA, AGRICOLTURA E LAVORATORI CHIEDONO DI RIPENSARE MISURE COME SUGAR TAX CHE UCCIDONO CRESCITA E OCCUPAZIONE. A RISCHIO 5MILA POSTI DI LAVORO e 250 MILIONI ANNUI DI APPROVVIGIONAMENTI SUL MERCATO ITALIANO

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In occasione del Convegno “La filiera delle bevande analcoliche, rischi e opportunità” promosso a CIBUS, il Salone Internazionale dell’alimentazione in corso a Parma, ASSOBIBE e CONFAGRICOLTURA esprimono le preoccupazioni della filiera per gli effetti della tassa che partirà il 1° gennaio 2022 e si abbatterà su un settore già fortemente indebolito dalla pandemia.   Parma, 1 settembre 2021. Un’occasione di confronto tra l’industria delle bevande analcoliche e le aziende che costituiscono la filiera, per fare il punto del settore e provare a immaginare insieme le opportunità di crescita che il prossimo biennio potrebbe riservare, puntando su relazioni forti che consentano di fare sistema, ma anche porre l’accento sui rischi di perdita in termini di fatturato, investimenti e posti di lavoro che l’introduzione della Sugar Tax comporterà. Questi gli argomenti trattati nel convegno “La filiera delle bevande analcoliche, rischi e opportunità”, che si è tenuto oggi all’interno di CIBUS, il Salone Internazionale dell’alimentazione giunto alla 20° edizione, organizzato da ASSOBIBE, associazione di CONFINDUSTRIA che rappresenta i produttori di bevande analcoliche, e CONFAGRICOLTURA. Al convegno, oltre al Presidente ASSOBIBE Giangiacomo Pierini e al Presidente di CONFAGRICOLTURA Massimiliano Giansanti, hanno partecipato Ivano Vacondio, Presidente Federalimentare, Paolo De Castro Coordinatore S&D Commissione Agricoltura Parlamento Europeo, Stefano Marini AD Gruppo Sanpellegrino e Vicepresidente ASSOBIBE, Emanuele di Faustino, project manager Nomisma e i Segretari generali di Fai-CISL Onofrio Rota, Flai-CGIL Giovanni Mininni e Uila-UIL Stefano Mantegazza Nel corso dell’evento, in cui sono stati presentati i dati della ricerca commissionata da ASSOBIBE a Nomisma dal titolo “Il settore delle bevande analcoliche in Italia nell’era post covid”, è stata data voce alle preoccupazioni di un intero settore in merito alle incertezze dei prossimi mesi e alle conseguenze dell’entrata in vigore della Sugar Tax, prevista per il prossimo 1° gennaio 2022. L’introduzione dell’imposta, che comporterà un incremento della fiscalità del 28% penalizzerà i consumi, con ripercussioni negative su ogni anello della filiera legate alle minori attività e conseguente rischio di perdita di posti di lavoro. “Lo studio di Nomisma dimostra gli effetti devastanti, economici e sociali, dell’introduzione di un’imposta del valore di 10 euro/ettolitro in un momento già così incerto – spiega Giangiacomo Pierini, Presidente ASSOBIBE -. Anziché facilitare crescita e occupazione, con l’introduzione della Sugar Tax nel 2022 si avrà una contrazione del 16% del mercato a volume, -180 milioni di euro di fatturato rispetto al 2019 e -344 milioni di euro se consideriamo la perdita di giro d’affari nel 2023 rispetto al 2019. Inoltre, togliere liquidità alle imprese con una nuova gabella da versare a fine mese si traduce in maggiori difficoltà e minori investimenti. Un trend nefasto che affosserà la ripresa e il ritorno ai consumi pre-Covid previsti a fine biennio 2022-2023”. Questa tassa si abbatte su un settore già fortemente penalizzato dalla pandemia e dalle chiusure del canale Ho.Re.Ca. con una contrazione nel 2020 del 10% del fatturato, come ribadito anche dall’AD di San Pellegrino, Stefano Marini e dal Presidente di Federalimentare Ivano Vacondio che hanno espresso preoccupazione per quanto emerso dalle stime di Nomisma. Tra i dati illustrati, alla presenza di Fai-CISL, Flai-CGIL e Uila-UIL, il rischio di perdita di posti di lavoro per oltre 5.000 lavoratori. A risentire maggiormente degli impatti socio-economici della Sugar Tax saranno le PMI, ben il 64% delle aziende totali del settore e custodi della tradizione alimentare italiana; non rimarranno illese le aziende della filiera, con i fornitori che vedranno un calo di acquisti di materie prime food e non food per 250 milioni e ripercussioni importanti anche a livello territoriale, in particolare per regioni come Sicilia e Calabria da cui principalmente l’industria acquista la frutta, con il rischio che le aziende siano costrette ad approvvigionarsi dall’estero a minor costi rispetto a quelli nazionali. “La Sugar Tax aggiunge il presidente di CONFAGRICOLTURA, Massimiliano Giansanti rischia inoltre di dare il colpo di grazia al comparto saccarifero nazionale, già fortemente danneggiato dalla liberalizzazione delle quote, che ha contribuito alla decimazione del numero di imprese e di zuccherifici. Sarebbe piuttosto opportuno individuare misure che siano adeguate ed effettivamente funzionali all’obiettivo di garantire la salvaguardia della salute e del benessere. La tassa, invece, andrebbe a ripercuotersi direttamente sulla filiera dei succhi di frutta italiani, aprendo la strada al Nutriscore, il sistema di etichettatura basato esclusivamente su quantità standard di assunzione, senza tenere conto della qualità e della tipicità di bevande e cibi”. A causa della Sugar Tax si prevede un -17% sui consumi domestici (-12% bevande gassate e -30% bevande non gassate), con conseguenti ricadute sugli operatori della distribuzione; mentre sul canale “fuori casa” – già fortemente in sofferenza a causa dalle limitazioni Covid in ristoranti, bar e pubblici esercizi – è previsto un – 9% (sempre a volume) delle vendite con riflessi negativi su grossisti, distributori e punti vendita. “Lo scenario che ci attende nei prossimi mesi è molto incerto a causa degli effetti della pandemia – conclude Pierini . L’aggiunta della nuova tassazione produrrà ulteriori effetti negativi sul mercato e questi si possono evitare con un ripensamento del Governo. Non possiamo permettere che una tassa, che come dimostrato nei paesi in cui è in vigore non ha reali effetti benefici per la salute, affossi completamente un settore economico radicato su tutto il territorio nazionale, ricco di PMI fortemente collegate alla filiera nazionale e di prodotti espressione del made in Italy come le aranciate, limonate, gassose, cedrate, spume, chinotti ecc. Le imprese chiedono interventi per essere aiutate a uscire dalla crisi e recuperare i livelli pre pandemia, senza ulteriori nuovi ostacoli. In due parole, lasciateci lavorare per non scomparire”.   Fonte: ASSOBIBE

Rossana Revello, Maria Paola Chiesi e Davide Bollati nel Comitato di Presidenza di Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile

Comitato di presidenza fss

Il Comitato di Presidenza della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile si arricchisce di tre nuovi membri: Maria Paola Chiesi, Direttore del dipartimento di Shared Value & Sustainability di Chiesi Group, Davide Bollati, Chairman del gruppo Davines e Rossana Revello, fondatrice della società di consulenza Chiappe Revello. Maria Paola Chiesi rappresenta Chiesi Group, la multinazionale farmaceutica italiana leader del settore per investimenti in Ricerca & Sviluppo che vuole diffondere i concetti di sostenibilità e valore condiviso, con particolare attenzione al clima. Per questo, nel 2019, si è impegnata a raggiungere la Carbon Neutrality entro il 2035. Per raggiungere l’obiettivo, diverse strategie sono in atto tra cui un maggiore utilizzo di energia rinnovabile e la selezione di fornitori di trasporto in grado di quantificare le emissioni di CO2 e ha anche calcolato l’impatto ambientale dei prodotti utilizzando uno strumento, il Carbon Footprint Systematic Approach. L’ attenzione all’ambiente è entrata anche nel nuovo Headquarters di Parma con sistemi di recupero dell’energia termica, l’uso di energie rinnovabili e un’area verde che si estende per oltre 6.000 m2. Maria Paola Chiesi è, inoltre, Presidente del Consorzio “Kilometro verde”, una fascia di verde di 11 chilometri lungo l’A1 a Parma e l’ispiratore dell’Alleanza Parma CO2 Neutral “Sono felice di entrare a far parte ufficialmente di un’importante realtà come la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – ha dichiarato Maria Paola Chiesi -. Il mio rapporto con questa realtà è iniziato già da tempo e insieme abbiamo avuto modo di collaborare condividendo il grande obiettivo di divulgare i temi alla base del concetto di green economy. Il nostro obiettivo comune è quello di trasformare le parole in fatti, un lavoro ancora tutto in divenire che, come membro del Comitato di Presidenza, supporterò con convinzione”. Davide Bollati presiede Davines, l’ azienda di prodotti cosmetici professionali skincare e haircare diffusi in tutto il mondo, in cui qualità, ricerca e innovazione sono accompagnate da una attenzione verso i temi della sostenibilità e del rapporto col territorio. La nuova sede di Parma, il Davines Village, che si estende su una superficie di 77.000 metri quadrati, ha alte performance ambientali, è alimentata al 100% da energia rinnovabile ed anche i rifiuti prodotti seguono un percorso a prova di ambiente. L’impegno sul territorio viene portato avanti attraverso diversi progetti e anche Davide Bollati ha un ruolo di primo piano nella promozione del progetto “Kilometro verde”. “Mi sento onorato e profondamente motivato da questa nomina –ha affermato Davide Bollati– , perché reputo Fondazione Sviluppo Sostenibile e il presidente Ronchi attori fondamentali nel percorso di sostenibilità che ha portato l’Italia ad essere centrale nella green economy europea, e di conseguenza mondiale. La strada da fare è ancora molta, ma credo che il coinvolgimento di chi nel settore privato lavora quotidianamente per migliorarsi e per seguire questo percorso sia molto importante. Mi impegno ad onorare la fiducia dimostratami con questa nomina nel Comitato di Presidenza e a portare il mio contributo a questa splendida squadra”. Proprio per sottolineare il rapporto con il territorio, sia Maria Paola Chiesi che DavideBollati sono impegnati attivamente per la candidatura di Parma European Green Capital. Rossana Revello, imprenditrice da oltre trent’anni, ha fondato a Genova la società di consulenza Chiappe Revello che ha gestito insieme a diversi partners internazionali. Oggi è affiliata al gruppo svedese Kreab, controllato da Magnora AB e da Omnicom/DAS. Si è specializzata in stakeholder engagement, comunicazione e relazioni istituzionali, maturando esperienze nell’ambito dell’ambiente, dell’energia, delle infrastrutture e della salute. Ha collaborato con amministrazioni pubbliche sia a livello centrale che locale. In Confindustria dal 1986, ha ricoperto vari ruoli sia nei Giovani Industriali che nella Piccola Industria a livello territoriale e a livello nazionale: dal 2016 al 2020 è stata Presidente del Gruppo tecnico sulla RSI all’interno della delega sulla politica industriale e ha promosso il Manifesto per la responsabilità sociale per l’Industria 4.0. E’ stata consigliere del Comitato di coordinamento per gli indicatori del BES del CNEL e del Business & Industry Advisory Committee dell’OCSE. Fa parte della task force “Action sustainability and global emergencies” del B20 coordinato da Confindustria e all’interno dello stesso B20 è anche membro del Special Initiative on Women empowerment. Il Comitato di Presidenza è coordinato da Gianni Squitieri.     Fonte: Fondazione sviluppo sostenibile

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