Abbiamo intervistato Ilaria Delponte, Professoressa associata presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale (DICCA) dell’Università degli Studi di Genova, sul tema della sostenibilità e delle infrastrutture
Sostenibilità e infrastrutture: quale connubio?
La sostenibilità nasce come un concetto prevalentemente politico e culturale, che nel tempo si è evoluto fino a diventare un principio guida per la trasformazione dei sistemi produttivi e infrastrutturali. Tuttavia, è importante non ridurre la sostenibilità esclusivamente a una serie di indicatori quantitativi, perché il suo valore principale risiede nella capacità di rappresentare un approccio, un metodo e una prospettiva strategica orientata al cambiamento.
Uno degli elementi caratterizzanti della sostenibilità è proprio la sua natura trasversale: si tratta di un concetto sufficientemente ampio da coinvolgere soggetti diversi e da adattarsi a molteplici ambiti, rendendo possibile un confronto tra istituzioni, imprese, ricerca e società civile. Nel settore delle infrastrutture, negli ultimi anni si è assistito a un cambiamento significativo nell’approccio degli operatori economici e delle grandi aziende, che hanno progressivamente integrato criteri di sostenibilità all’interno dei propri processi decisionali e industriali.
Permangono tuttavia alcune criticità. La realizzazione di infrastrutture sostenibili risulta spesso più complessa rispetto ai modelli tradizionali, sia per la necessità di integrare nuovi criteri progettuali sia per la presenza di procedure amministrative e operative ancora in fase di evoluzione. L’introduzione di certificazioni e requisiti di sostenibilità all’interno delle gare rappresenta comunque un elemento positivo, perché contribuisce a orientare progressivamente il mercato verso standard più elevati.
Il settore si trova oggi in una fase di transizione nella quale alcuni principi sono stati definiti, ma manca ancora un pieno allineamento tra normativa, strumenti operativi e capacità industriale. In questo percorso, molte aziende hanno anticipato il quadro legislativo attraverso iniziative volontarie, sperimentazioni e attività di collaborazione finalizzate a sviluppare nuovi modelli di progettazione e gestione delle infrastrutture.
Benchmark internazionale: come si posiziona l’Italia nel settore delle infrastrutture sostenibili?
Nel valutare il posizionamento dell’Italia rispetto agli altri Paesi, un elemento centrale è rappresentato dalla diffusione della cultura della sostenibilità all’interno dell’intero ecosistema produttivo. La principale sfida riguarda infatti la necessità di rendere questo approccio maggiormente capillare, coinvolgendo anche le piccole e medie imprese che rappresentano una componente essenziale della filiera infrastrutturale italiana.
Molte realtà di dimensioni ridotte mostrano interesse verso l’innovazione e la sostenibilità, ma spesso incontrano difficoltà legate alla disponibilità di risorse economiche, competenze specialistiche e capacità organizzative. Per questo motivo, il ruolo delle grandi aziende diventa fondamentale: gli operatori maggiormente strutturati possono favorire il trasferimento di conoscenze, metodologie e strumenti lungo tutta la catena del valore, contribuendo alla crescita dell’intero ecosistema.
Rispetto ai mercati del Nord Europa, l’Italia presenta ancora alcune differenze in termini di diffusione dell’innovazione e integrazione della sostenibilità nei processi industriali. Permane inoltre un certo disallineamento tra il mercato nazionale e quello europeo, soprattutto rispetto agli standard richiesti, alle modalità di gestione delle gare e alla capacità di partecipare a grandi commesse internazionali.
Per rafforzare la competitività del sistema italiano sarà quindi necessario investire nella formazione, nella diffusione delle competenze e nella creazione di condizioni che consentano anche alle imprese più piccole di partecipare attivamente alla trasformazione sostenibile del settore.
La collaborazione tra Università, imprese e consulenza strategica: il ruolo di CIELI e Chiappe Revello
La collaborazione tra mondo accademico, imprese e società di consulenza rappresenta un elemento fondamentale per affrontare la complessità delle sfide future legate alla sostenibilità infrastrutturale.
L’esperienza di collaborazione con realtà come CIELI e Chiappe Revello evidenzia la complementarità tra competenze differenti. Il mondo universitario contribuisce attraverso la ricerca, l’analisi dei fenomeni complessi e lo sviluppo di metodologie innovative, mentre la consulenza strategica permette di tradurre queste conoscenze in strumenti applicabili ai processi aziendali e alle esigenze concrete delle organizzazioni.
La consulenza strategica porta infatti un patrimonio di competenze legato all’analisi dei processi, alla comprensione delle esigenze specifiche dei clienti e alla definizione di soluzioni operative, elementi che consentono di accompagnare concretamente le imprese nei percorsi di trasformazione.
Parallelamente, strutture come CIELI contribuiscono attraverso un approccio multidisciplinare e orientato al problem solving, integrando competenze ingegneristiche, economiche e gestionali. La collaborazione tra questi mondi permette quindi di creare un collegamento diretto tra ricerca e applicazione industriale, favorendo lo sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili per il settore infrastrutturale.
In foto: Prof.ssa Ilaria Delponte













