Abbiamo intervistato Riccardo Gabriele, delegato FERPI in Toscana ed esperto in media communications nel settore vitivinicolo, per approfondire il rapporto tra innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e futuro della comunicazione. Tra opportunità, limiti e nuove prospettive professionali, emerge una visione in cui la tecnologia non sostituisce il pensiero strategico, ma ne amplifica il valore.
L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo di fare comunicazione. Quale può essere oggi il suo contributo concreto nelle media relations?
L’intelligenza artificiale rappresenta uno strumento sempre più utile per il mondo della comunicazione e delle media relations, soprattutto per la capacità di velocizzare analisi, raccolta di informazioni e attività di supporto operativo. Può aiutare nella ricerca di dati, nel monitoraggio delle fonti e nell’individuazione di trend emergenti. Tuttavia, il tema della qualità e dell’affidabilità dei dati resta centrale: la tecnologia dovrà ancora evolvere per garantire maggiore precisione e capacità interpretativa. La componente umana rimane essenziale per costruire relazioni, comprendere i contesti e dare valore ai contenuti.
Guardando al futuro, come evolverà il rapporto tra tecnologia e professioni della comunicazione?
La comunicazione potrà trarre grande beneficio dalle tecnologie emergenti, soprattutto nella fase di ricerca, analisi e produzione di insight. Gli strumenti digitali renderanno più efficiente il lavoro quotidiano, lasciando maggiore spazio alle competenze strategiche e creative. Questo cambiamento potrebbe generare nuova linfa per il settore e, paradossalmente, contribuire a valorizzare ancora di più il giornalismo di qualità: in un contesto ricco di contenuti automatizzati, l’autorevolezza, la verifica e la capacità di interpretazione torneranno ad avere un ruolo distintivo.
Quale consiglio darebbe oggi a chi vuole costruire una carriera nella comunicazione?
Saper utilizzare la tecnologia sarà sempre più importante, ma non sarà sufficiente. Le competenze del futuro saranno ibride: capacità analitiche, visione strategica, sensibilità relazionale e conoscenza degli strumenti innovativi dovranno convivere. La comunicazione continuerà a essere fatta di persone, reputazione e fiducia. Chi riuscirà a integrare innovazione e pensiero critico avrà gli strumenti per interpretare il cambiamento e guidarlo.
In foto Riccardo Gabriele







