+39010566334 | Lun-Ven 9:00 - 18:00
Iscriviti alla newsletter Chiappe Revello e Associati versione inglese Chiappe Revello e Associati Chiappe Revello e Associati Chiappe Revello e Associati Chiappe Revello e Associati

Intervista a Silvio de Girolamo: il reporting di sostenibilità in Italia

Abbiamo intervistato Silvio De Girolamo, tra i pionieri della sostenibilità in Italia, impegnato su questi temi sin dal 2002. Un percorso professionale che gli ha permesso di osservare da vicino l’evoluzione della sostenibilità nel mondo delle imprese: dalle prime esperienze di rendicontazione volontaria fino all’attuale integrazione dei temi ESG nelle strategie aziendali.

Negli ultimi anni il report di sostenibilità ha rappresentato un importante strumento per avvicinare le imprese ai temi ESG. Possiamo dire che abbia avuto un ruolo anche nell’evoluzione delle strategie aziendali?

Sicuramente. Negli anni passati il report di sostenibilità è stato un vero e proprio volano per la diffusione della cultura della sostenibilità all’interno delle imprese. In molti casi si trattava di una scelta volontaria, ma proprio questa volontarietà ha contribuito a dare impulso non soltanto alla rendicontazione, ma anche alla definizione e alla messa in atto di vere e proprie strategie di sostenibilità.

D’altra parte, ogni fenomeno, per poter essere realmente preso in considerazione e gestito, ha bisogno innanzitutto di essere misurato. La rendicontazione ha quindi rappresentato il primo passo per iniziare a comprendere le proprie performance, individuare le criticità e definire possibili aree di miglioramento.

Come si è evoluto questo approccio nel tempo?

L’evoluzione successiva è stata proprio quella di superare la logica della semplice misurazione per arrivare a integrare la sostenibilità all’interno della strategia complessiva dell’impresa. Il tema non è più soltanto “rendicontare ciò che si è fatto”, ma utilizzare le informazioni raccolte per orientare le decisioni, definire obiettivi e integrare la sostenibilità nel piano strategico aziendale.

Se guardiamo invece alle PMI, il percorso è stato altrettanto rapido?

Il percorso delle PMI è stato sicuramente più graduale. Questo dipende anche dalle loro caratteristiche e dalle risorse a disposizione. Tuttavia, c’è un elemento che sta accelerando molto questo processo: le PMI sono spesso inserite nelle catene di fornitura di grandi imprese, che chiedono sempre più informazioni e dati relativi alla sostenibilità.

Per questo motivo, la spinta non arriva necessariamente soltanto dalla normativa europea. Oggi vediamo con sempre maggiore chiarezza il ruolo di istituti di credito, grandi clienti e catene di fornitura, che richiedono alle PMI informazioni sulle loro performance ambientali, sociali e di governance.

Quindi la sostenibilità nelle PMI continua ad essere anche una scelta volontaria?

Assolutamente sì. Nonostante l’evoluzione normativa, possiamo dire che la spinta volontaria continua ad avere un ruolo importante. Così come è avvenuto inizialmente per le grandi imprese, anche per le PMI occuparsi di rendicontazione può rappresentare il punto di partenza per un percorso più ampio.

La necessità di raccogliere e organizzare i dati porta infatti l’impresa a interrogarsi sulle proprie performance e, progressivamente, sulle possibilità di miglioramento. Da qui si può arrivare alla definizione di obiettivi e strategie di sostenibilità, trasformando la rendicontazione da semplice adempimento o richiesta esterna in uno strumento di gestione.

E qual è la posizione dell’Italia rispetto agli altri Paesi europei?

Da questo punto di vista, l’Italia è ben posizionata. Già prima dell’introduzione di un quadro normativo europeo più strutturato, quando la rendicontazione era prevalentemente frutto di scelte volontarie, molte imprese italiane avevano iniziato ad adottare standard internazionali come il GRI – Global Reporting Initiative.

Questo significa che l’Italia non può essere considerata un fanalino di coda nel percorso verso la sostenibilità. Al contrario, è tra i Paesi nei quali il tema della rendicontazione e della sostenibilità d’impresa ha iniziato a svilupparsi in maniera significativa già nella fase volontaria.

Qual è quindi il passaggio più importante che le imprese dovranno affrontare nei prossimi anni?

Il passaggio fondamentale sarà quello di continuare a trasformare la rendicontazione in strategia. Misurare è indispensabile, ma il dato acquisisce valore quando viene utilizzato per prendere decisioni.

La vera evoluzione consiste quindi nel passare dal “raccontare” la sostenibilità al gestirla concretamente, integrandola nei processi decisionali, negli investimenti e nella pianificazione strategica dell’impresa. È questo, a mio avviso, il passaggio che renderà la sostenibilità sempre più parte integrante del modo di fare impresa.

Iscriviti alla newsletter