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Convergenza al futuro. Le PMI verso una regione più semplice

Convergenza al futuro. Le PMI verso una regione più semplice

L’Aquila, 13 maggio 2014 – La semplificazione della PA ed i suoi rapporti con le imprese è stato al centro di un incontro organizzato dalla Delegazione Ferpi Abruzzo e Molise, in collaborazione con il Comitato Regionale Piccola Industria di Confindustria Abruzzo, nell’ambito del protocollo d’intesa Ferpi-Confindustria del 2012. Durante l’evento è stato presentato il Rapporto, realizzato dal Comitato Regionale Piccola Industria Confindustria Abruzzo, dal titolo Abruzzo Regione Semplice che individua in sostanza alcuni macro punti utili per avviare un reale confronto con la funzione pubblica. Rossana Revello, è stata uno dei relatori, quale delegata Ferpi ai rapporti con le PMI. Questa la sua testimonianza:” l’evento ha messo in luce la distanza che ancora esiste anche a livello concettuale tra le esigenze e le attese delle imprese e i comportamenti della Pubblica Amministrazione. Le imprese hanno bisogno di risposte concrete e immediate come ben evidenziato nel documento, approfondito e circostanziato, prodotto da Confindustria Abruzzo. Il punto chiave a mio parere è rappresentato dalla mancanza di ascolto tra i due soggetti: è inutile che la PA lavori e produca norme o azioni che non sono state concordate con le imprese così com’è necessario che le imprese superino la diffidenza e lo sconforto e siano propositive e anche più aggressive nei confronti della PA che ha il dovere di fornire risposte nell’ottica di aiutare il mondo produttivo e non ostacolarlo. In questo contesto la comunicazione ha un ruolo fondamentale: intanto aiutare la PA a cambiare la propria attitudine autoreferenziale, avviando dei veri processi di ascolto (il caso del blog della Regione Liguria che non funziona perché non è stato promosso e nessuno lo conosce è un esempio di come una buona idea non riesce a produrre buoni risultati) e dall’altro convincere le imprese a razionalizzare le proprie richieste in una logica di collaborazione e non di contrapposizione. E’ un salto culturale che riguarda tutti, nessuno escluso. La comunicazione ha poi anche un compito di “facilitatore” perché un linguaggio appropriato e comprensibile, l’utilizzo di strumenti adeguati, accattivanti e semplici anche nella forma, una serie di regole di comportamento che tengano conto delle esigenze di tutti sono aspetti fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo e purtroppo raramente sono tenuti nella giusta considerazione. Questo è un compito dei relatori pubblici e in Abruzzo è iniziato un percorso, partito bene, che potrebbe diventare un modello a cui ispirarsi”.