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Informazione e sanità: intervista a Biagio Oppi

Innovazione, sostenibilità e fiducia: intervista a Biagio Oppi
Coniugare innovazione terapeutica, sostenibilità dei sistemi sanitari e fiducia dei cittadini rappresenta una delle principali sfide del settore healthcare. Ne abbiamo parlato con Biagio Oppi, Corporate Affairs Director di AlfaSigma per l’Italia e i mercati internazionali, che dopo un percorso professionale sviluppato in diversi settori opera da oltre sedici anni nel mondo della salute.

Dottor Oppi, qual è il ruolo dei Corporate Affairs in un’azienda farmaceutica?
La funzione Corporate Affairs è strategica perché rappresenta il punto di contatto tra l’azienda e il contesto in cui opera. Da un lato è fondamentale comprendere le aspettative di pazienti, cittadini, istituzioni e professionisti sanitari; dall’altro è importante contribuire a spiegare il valore che l’industria farmaceutica genera per la collettività. Comprendere i bisogni delle persone significa anche orientare il dialogo su ciò che realmente conta: il beneficio che i trattamenti possono portare ai pazienti e al sistema sanitario nel suo complesso.

Quanto è importante il contributo delle aziende farmaceutiche all’innovazione sanitaria?
È fondamentale. Gran parte della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione terapeutica nasce grazie agli investimenti delle aziende private. I progressi registrati negli ultimi decenni, dall’introduzione di nuovi farmaci all’evoluzione delle tecnologie mediche, sono stati possibili grazie a ingenti investimenti, competenze scientifiche e capacità di assumersi rischi imprenditoriali. Senza questo impegno non avremmo assistito al significativo miglioramento delle aspettative e della qualità della vita che abbiamo osservato negli ultimi anni.

Il tema della sostenibilità economica della sanità è sempre più centrale. Qual è la sua visione?
In Italia il sistema sanitario è prevalentemente pubblico, mentre in altri Paesi il contributo di assicurazioni e cittadini è più rilevante. In ogni caso, l’innovazione ha un costo e deve essere adeguatamente valorizzata. Se non si riconosce il valore della ricerca e non si garantiscono condizioni che incentivino gli investimenti, si corre il rischio di rallentare lo sviluppo di nuove cure. Trovare il corretto equilibrio tra accessibilità, sostenibilità e innovazione sarà una delle grandi sfide dei prossimi anni.

Quali saranno le principali sfide per il settore healthcare nel prossimo futuro?
L’aumento della domanda di assistenza sanitaria, l’invecchiamento della popolazione e la crescente pressione sui bilanci pubblici renderanno il contesto particolarmente complesso. Sarà sempre più importante dimostrare il valore delle innovazioni e costruire modelli di dialogo efficaci tra istituzioni, aziende e stakeholder. Temi come market access, health advocacy e valutazione del valore delle terapie assumeranno un ruolo sempre più centrale nelle strategie del settore.
Accanto alle sfide economiche emerge anche il tema della disinformazione.

Quanto incide oggi sul rapporto tra cittadini e salute?
Incide moltissimo. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla diffusione di fenomeni che sono stati definiti “infodemia”: una sovrabbondanza di informazioni, spesso non verificate, che rende difficile distinguere dati scientifici da contenuti privi di fondamento. Lo abbiamo visto con il dibattito sui vaccini, ma il fenomeno si sta estendendo a molti altri ambiti terapeutici. La disinformazione alimenta sfiducia e rischia di compromettere il rapporto tra cittadini, scienza e sistema sanitario.

Come si può contrastare questo fenomeno?
Serve uno sforzo condiviso. Le istituzioni pubbliche, le aziende, il mondo scientifico e i professionisti della salute hanno la responsabilità di promuovere informazioni corrette, trasparenti e basate sulle evidenze. Non si tratta soltanto di comunicare meglio, ma di costruire un rapporto di fiducia duraturo con i cittadini, rendendoli parte di un dialogo informato e consapevole.

Quale messaggio ritiene più importante per il futuro dell’healthcare?
Dobbiamo ricordare che innovazione, sostenibilità e fiducia sono tre elementi inseparabili. Per continuare a sviluppare nuove terapie è necessario creare le condizioni che favoriscano gli investimenti nella ricerca. Allo stesso tempo, occorre garantire che i cittadini comprendano il valore di queste innovazioni e possano accedere a informazioni affidabili. Solo così sarà possibile continuare a migliorare la salute delle persone e la qualità dei sistemi di cura.
In uno scenario caratterizzato da trasformazioni demografiche, innovazione scientifica e crescente complessità, il settore farmaceutico è chiamato a confrontarsi non solo con le sfide della ricerca, ma anche con quelle della sostenibilità e della comunicazione. L’esperienza di Biagio Oppi evidenzia come il dialogo tra imprese, istituzioni e cittadini rappresenti oggi una condizione essenziale per garantire un sistema sanitario capace di innovare, crescere e mantenere la fiducia delle comunità che serve.

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