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Le sostenibili carte dell’Italia

Le sostenibili carte dell’Italia

È stato presentato oggi il report biennale del Centro studi di Confindustria “Le sostenibili carte dell’Italia”, nell’ambito delle Assise generali di Confindustria a Verona.

Al centro dell’evento la sostenibilità: “È la condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere le possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”.

La sostenibilità, sottolinea il report, è un driver per lo sviluppo globale, è un business e attrae finanziamenti. Qualunque siano le misure adottate, la responsabilità della sostenibilità coinvolge l’intera società italiana. Occorre una strategia complessiva dell’intero Paese, che è chiamato ad affrontare, con spirito imprenditoriale finalmente consapevole, la riconciliazione della crescita economica, dell’equilibrio ambientale e dell’equità. Insomma, della sostenibilità a tutto tondo.

Per il CSC sono 3 le carte da giocare sul tavolo della sostenibilità: territorio, inteso come paesaggio e deposito di saperi, patrimonio culturale, come attrazione turistica e fonte inesauribile di creatività, e gli imprenditori, attivatori dello sviluppo.

Confindustria ha posto la sostenibilità al centro di una nuova visione, una visione di impresa che guarda al futuro, in un’ottica di politica industriale e di innovazione. In questa visione rientra anche l’adesione agli obiettivi dell’agenda 2030 dell’ONU con particolare riferimento agli obiettivi 8, 9 e 10 (crescita inclusiva, innovazione nelle infrastrutture e lotta alla diseguaglianze).

Rossana Revello, Presidente del Gruppo Tecnico Responsabilità Sociale di Impresa di Confindustria, ha dichiarato: “Il nostro Paese ha molti esempi virtuosi di aziende che hanno integrato la sostenibilità all’interno della governance di impresa, ma dobbiamo fare di più. La sostenibilità deve diventare un tema di sistema: questo è l’unico modo che abbiamo per crescere e creare valore condiviso per tutti. Per le imprese, per i territori in cui operano, per le comunità e per il Paese intero. Questo è un treno dove non si può non salire: non è più questione di se, ma di quanto velocemente ci saliamo. Ci vuole coraggio e ci vuole visione, noi ce l’abbiamo