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La sostenibilità economica ed ambientale dalla vigna alla distilleria

La sostenibilità economica ed ambientale dalla vigna alla distilleria

l seminario, previsto per il 25 settembre 2015 alle ore 10 a Milano presso la Casa degli Atellani (Vigna di Leonardo), sarà l’occasione per dare visibilità al percorso di sostenibilità intrapreso dalla filiera vitivinicola, dalla raccolta dell’uva alla distillazione della grappa. L’iniziativa, che ha il patrocinio di Expo 2015, rientra nel programma Ecocloud: la rete delle buone pratiche sostenibili a cui hanno aderito più di cento imprese agricole di Confagricoltura.

La giornata, moderata da Antonio Paolini, prevede una prima analisi del settore per quanto riguarda il connubio tra “sostenibilità e mercati” con le relazioni del Prof. Eugenio Pomarici, dell’Università di Padova, Pieter Ravaglia del Ministero dell’Ambiente e Stefano Stefanucci dell’Unione Italiana Vini.
A rappresentare l’”impegno delle imprese”, saranno aziende di primordine cui spetta il compito di raccontare la propria esperienza.
Marco Rossi, imprenditore dell’azienda agricola Antico Podere di Pomaio, racconterà come sia stato possibile coniugare  la produzione biologica con la riduzione dei consumi energetici secondo pratiche estreme di Bioedilizia: tecniche che utilizzano l’antico metodo etrusco dei massi ciclopici e delle malte naturali;  ecotracciabilità  di filiera accessibile da smartphone tramite una semplice scansione del codice QR; uso di Cloud Computing per ottimizzare le emissioni di CO2.
Arturo Ziliani, numero uno della Berlucchi, racconterà l’esperienza di applicazione del rigidissimo schema di sostenibilità VIVA del Ministero dell’Ambiente e dell’utilizzo di nuove tecniche innovative di Precision Farming che permettono operazioni mirate in campo e vendemmie manuali scaglionate in base all’effettiva maturità delle uve.
Maria Carla Bonollo dell’omonima azienda Bonollo leader nella produzione di grappe e distillati evidenzierà come l’utilizzo dei propri sottoprodotti – vinacce esauste – permetta di ottenere una produzione ad impatto zero, generando, attraverso la combustione delle vinacce esauste, vapore ad alta pressione per la distilleria ed energia elettrica da immettere in rete. Il riutilizzo della borlanda vitivinicola inoltre produce fertilizzante organico.

La terza sessione affronterà il rapporto tra “sostenibilità e territorio”.
Diego Planeta dell’omonima azienda vitivinicola ha puntato da diversi anni sulla sostenibilità della produzione creando il marchio Planeta Terra. L’azienda aderisce al progetto pilota SOS TAIN per la valorizzazione dell’equilibrio territoriale, conservazione del paesaggio e dell’ambiente, rispetto delle comunità locali e approvvigionamento alimentare sicuro e garantito e al progetto del Ministero dell’ambiente V.I.V.A per la misura della performance di sostenibilità della filiera vite-vino, a partire dal calcolo delle impronte dell’acqua e del carbonio.
Marco Caprai della Arnaldo Caprai di Montefalco (PG), coltiva 130 ettari di vigneti di proprietà, vinifica le proprie uve e commercializza i propri vini in Italia e in oltre 35 Paesi nel mondo. L’impegno e l’attenzione dell’azienda è oggi fortemente rivolto alla sostenibilità della produzione con il programma “Montefalco 2015: The New Green Revolution”, primo protocollo italiano di sostenibilità territoriale certificato in campo vitivinicolo da CSQA. L’utilizzazione di opportune tecniche agronomiche, la razionalizzazione della gestione fitosanitaria, la limitazione delle concimazioni azotate e lo studio delle migliori situazioni ambientali per la coltivazione del vitigno, hanno rappresentato per il Sagrantino la via principale per ottenere uve di qualità all’interno di un processo di sostenibilità produttiva.