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La parola chiave è “occasione”

La parola chiave è “occasione”

Oggi, l’Auditorium Enel ospitava un evento del Global Compact sulla nuova Direttiva europea sulla Direttiva Europea sulle Informazioni Non Finanziarie, ed è emerso che la Direttiva è una grande opportunità di cambiamento culturale e non va vista come un ulteriore onere. E’ un’occasione per superare la diffidenza che si è creata tra le imprese e la società perché parla di gestione dei rapporti umani, di trasparenza, di valore creato per il territorio, di tutela dell’ambiente, di attenzione alle diversità, di controllo dei rischi.

Il cambiamento tocca tutto il mondo che ruota intorno all’impresa, gli analisti finanziari, le società  di revisione, gli internal auditors. I rappresentanti del mondo degli investitori ribadiscono che sempre di più l’accesso al mercato sarà condizionato dall’accesso alle informazioni non finanziarie perché gli investitori vogliono capire che cosa li aspetta: i danni reputazionali non si limitano a offuscare l’immagine ma distruggono il valore della società.

È vero che la Direttiva impone un obbligo alle grandi imprese ma coinvolge indirettamente anche la catena di fornitura e questo implica la necessità di coinvolgere il mondo delle PMI possibilmente in modo proattivo e non solo di semplice informativa o segnalazione di un processo che li coinvolgerà comunque.

L’Italia ha un ruolo importante perché la direttiva è stata approvata nel semestre di presidenza e inizierà quindi presto il processo di recepimento che va concluso  entro il 6 dicembre 2016 (con impatto sui bilanci del 2018 rispetto ai dati da raccogliere nel 2017.) La vera sfida sarà però quella di cambiare il processo della rendicontazione dentro le aziende dove deve prevalere la trasparenza e lo scambio di informazioni che arrivano al CFO per incidere sul controllo di gestione. Si passa quindi da raccogliere dei dati per fare un bilancio a una gestione dei dati per gestire meglio l’azienda stessa.