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Ecomondo e la gestione dei rifiuti pericolosi

Ecomondo e la gestione dei rifiuti pericolosi

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A Ecomondo ieri si è affrontato il tema dell’economia circolare, della legalità e della tutela della salute e dell’ambiente: nonostante i rifiuti pericolosi rappresentino solo una parte limitata dei rifiuti prodotti, una loro cattiva gestione può comportare effetti particolarmente negativi sulla salute e sull’ambiente.

Rossana Revello, come Presidente del Gruppo Tecnico Responsabilità Sociale di Confindustria, ha partecipato al confronto sullo stato dell’arte della situazione italiana, approfondendo la necessità di una strategia condivisa, di un “Piano Paese” per l’economia circolare che possa

  • aumentare la competitività delle imprese
  • ridurre la dipendenza dell’importazione di materie prime
  • ridurre il ricorso allo smaltimento.

Sostenibilità ed uso efficiente delle risorse sono al centro delle policy attuali e di medio e lungo periodo e l’industria italiana è pronta a fare la sua parte, anche grazie alla capacità di innovazione delle PMI.

La sostenibilità è sempre più centrale nella nuova concezione di economia che va configurandosi:  gli ultimi Premi Nobel per l’economia assegnati a Nordhaus e Romer e quelli per la chimica a Arnold, Smith e Winter sottolineano l’importanza di integrare nel quadro macroeconomico di lungo termine innovazione tecnologica, analisi dei cambiamenti climatici e sviluppo di un’industria chimica più verde e sostenibile.

Anche Confindustria  si sta impegnando da anni su questi temi e ha aderito all’agenda 2030, focalizzandosi in modo particolare su 3 obiettivi:

  • Goal 8 Buona occupazione e crescita economica
  • Goal 9 Innovazione e infrastrutture
  • Goal 10 Ridurre le disuguaglianze

Da questa nuova visione è nato il “Manifesto di Confindustria per le imprese che cambiano per un Paese più sostenibile – La Responsabilità Sociale per L’industria 4.0” dove si evidenzia l’impegno dell’Associazione per stimolare e aiutare le imprese nel percorso verso la sostenibilità.